Classe 1984 e barbetta inconfondibile (un po’ monaco solitario, un po’ guerrigliero sulla Sierra Maestra), Luca è per tutti il “Presidente”. Un po’ perché questo è il ruolo che i soci hanno scelto per lui nella cooperativa (probabilmente perché è quello in cui poteva far meno danni!), un po’ perché forse, nelle comuni aspettative, dovrebbe comportarsi un po’ come Roby l’autistico, lo storico presidente “squalo” della Cooperativa 180 nello splendido film “Si può fare”.

Luca ha un carisma le cui radici affondano nell’infanzia, quando, chierichetto, collezionava gli sguardi compiaciuti delle vecchiette che avevan già prospettato per lui la vocazione da sacerdote e una rapida carriera ecclesiastica. Non sapevano che di lì a poco il buon Dio (e Valeria) avrebbero scombinato i loro piani.

Nella compagine sociale è certamente il più ritardatario e il più idealista, qualità che senza quel pizzico di capacità d’organizzazione appresa negli anni in cui coordinava l’oratorio parrocchiale, avrebbero fatto di lui un illustre clochard alle porte della capitale. Riuscirà ora il nostro eroe a coronare il sogno di migliorare il mondo, incrementando l’indice di Felicità Interna Lorda grazie alla Cooperativa Riparo?

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