Chi siamo

Poche parole per dire chi siamo

soci cooperativa Riparo Vescovo Marcello Semeraro«Crediamo nella terra non solo come opportunità di business ma anche come via privilegiata per educarci a riscoprire l'essenziale: il nome delle piante, i ritmi delle stagioni, il racconto che unisce chi è venuto prima di noi e le persone a cui lasceremo in eredità il pianeta».

Nata grazie alla volontà della Diocesi di Albano e all'iniziativa di una cooperativa di giovani, la Fattoria Riparo è un luogo nato per favorire la conoscenza della natura, della vita contadina e delle tradizioni rurali ed enogastronomiche del nostro territorio.

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Facce da contadini (o quasi)

  • Giulia Pieraccini

    Laureata in Scienze Archeologiche Orientali, Giulia ha sempre mostrato una grande affinità con la terra, così tanta da voler intraprendere a tutti i costi un mestiere che contemplasse l’uso di pala e piccone. Affascinata dallo…

  • Maria Valeria Pieraccini

    Valeria, alias Paperottola, è una "ragazza" di 32 anni ben suonati! Quello che la contraddistingue è l’amore per le piccole cose: la luna piena nel mese di maggio, gli ultimi istanti d’estate nel mese di…

  • Luca Vita

    Classe 1984 e barbetta inconfondibile (un po’ monaco solitario, un po’ guerrigliero sulla Sierra Maestra), Luca è per tutti il “Presidente”. Un po’ perché questo è il ruolo che i soci hanno scelto per lui nella cooperativa (probabilmente…

  • Rachele Bianchi

    Rachele è una ragazza che ha passato la sua infanzia a stretto contatto con la natura, tra le piantagioni del nonno e il maneggio del padre. Anche se i suoi studi in campo artistico prima…

Gli altri soci

Una nuova generazione di contadini

Braccia rubate all'agricoltura

Ancora oggi è questa l’espressione che viene usata a scuola (e non solo) per indicare i ragazzi meno volenterosi (o meno svegli), quelli per i quali solo l’agricoltura – appunto – potrebbe rappresentare la massima aspirazione.

Oggi, questa espressione è una delle più inesatte e profondamente sbagliate.

È sbagliata innanzitutto da un punto di vista educativo: i ragazzi che “non hanno voglia” spesso nascondono un disagio a cui gli adulti (la famiglia, la scuola e le altre – ormai poche – istituzioni educanti) non sono stati in grado di offrire delle risposte.

L'agricoltura ha bisogno di teste pensanti

Ma è sbagliata anche perché coltivare la terra non è affatto un compito semplice. Chi si è anche solo preso cura di una pianta e di un fiore, sa che si tratta di un'arte, un compito pieno di variabili e di incognite.

Occuparsi di agricoltura significa mettere in conto di dover studiare più e meglio che in altri mestieri, perché di una singola pianta occorre conoscere caratteristiche, tempi, malattie.

E occorre avere una mente in grado di far fronte all’imprevisto, che la natura riserva ogni anno, soprattutto in questa epoca di cambiamenti climatici.

RIPARARE

il mondo

Il nome della nostra azienda, Riparo, è un verbo alla prima persona singolare. Nasce da una frase di Alex Langer, intellettuale ambientalista e pacifista:

“Provate sempre a riparare il mondo”.

Un verbo dal doppio significato (riparo come aggiusto, ma anche riparo come proteggo, mi prendo cura) esprime bene il nostro duplice intento. Da un lato la volontà di far sì che la fattoria possa essere per noi e per gli ospiti un modo per imparare ad offrire riparo al pianeta e dall’altro contribuire ad aggiustare le cose che non vanno, in questo nostro mondo che corre spesso, dimenticandosi di aver già in sé (nella natura così ricca e bella e nell’elemento umano, così perfetto e perfettibile) la chiave per costruire un pianeta più sostenibile per tutti.