Ma questo AgriCamp si fa?

Sono tante le telefonate che ci arrivano in questi giorni. Ci chiedono come va, quando inizieremo con il centro estivo e soprattutto come. Alla Fattoria Riparo ci facciamo questa domanda da quando abbiamo intravisto la “fase due”… abbiamo trascorso settimane di attesa trepidante, quasi snervante!

La prima reazione che noi tutti abbiamo avuto quando abbiamo sentito parlare di apertura per i centri estivi è stata una grande gioia: finalmente era ufficiale, si poteva fare!

Presto però è arrivata la preoccupazione: piccoli gruppi con un educatore, distanze, mascherine, contatti da evitare. Come fare a conciliare la nostra proposta educativa fatta di socialità, di condivisione, di mani impiastricciate e continuamente sporche di terra con tutto questo? Così abbiamo cominciato a lavorare - dobbiamo essere onesti - spinti anche un po' dall’orgoglio di sentir parlare dell’importanza di luoghi all’aperto, di spazi verdi, di outdoor education, consapevoli che questa importanza noi l’abbiamo sempre riconosciuta e che prima di noi l’hanno capita i bambini che d’estate frequentano la nostra fattoria.

Non è facile riconvertire attività, stravolgere le nostre care routine, ma quando ci sembra impossibile da realizzare pensiamo all’alternativa di continuare a stare a casa, ai tre mesi passati tra le quattro mura domestiche.

Crediamo che una certa forma di socialità vada ritrovata e si ritroverà senza dubbio. Trascorrere il tempo solo con il solito gruppo sarà faticoso? Si, ma si creeranno legami forti e salde amicizie. Sarà difficile far lavare le mani ai bambini tante volte durante il giorno? Saranno loro, come sempre, a essere più diligenti di quanto non ci aspettiamo. Come faremo a non far sentire delle isole i bambini? Salutarsi da lontano li farà comunque sentire parte di un gruppo più grande. Ne siamo convinti.

Una volta passato il trauma iniziale, dunque, abbiamo cominciato a raccogliere la sfida, a pensare modalità e attività diverse… ora quello che abbiamo dovuto impugnare non è però un metro bensì una calcolatrice! Già, perché conciliare tutto questo con i costi è la sfida che ci spaventa di più: i costi sono aumentati così tanto da farci sentire davvero la paura di non farcela.

Se ci sono costi su cui poter risparmiare, ce ne sono altri imprescindibili. Siamo al lavoro per cercare di ridurre questi costi il più possibile, cercare aiuti che ci consentano di non scaricare tutto il peso economico sulle famiglie in un momento già difficile. Speriamo di poter riuscire nell’impresa e speriamo di riuscirci in brevissimo tempo, così da poter rispondere alle vostre numerose domande.

L’estate d’altronde è alle porte!

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